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La bauxite

Il termine bauxite viene usato per indicare varie rocce composte da idrossidi di alluminio - che molto raramente si presentano in cristalli distinti e isolati - e da sostanze alluminifere amorfe, prive cioè di struttura cristallina.

Il nome deriva da quello di una località francese, la collina di Les Baux, in Provenza, costituita appunto da questi litotipi.

Anche in ambito mineralogico si parla di bauxite per indicare tutti gli idrossidi di alluminio che compongono la roccia, comprendono perciò più minerali.

Le caratteristiche

La bauxite è una roccia sedimentaria residuale; essendo costituita quasi esclusivamente da minerali di alluminio, ha composizione chimica alluminifera.

I componenti essenziali del titotipo sono idrossidi di alluminio, come la gibbsite, l'idrargillite, la boehmite, il diasporo, e delle sostanze alluminifere amorfe quali la cliachite.

Tutti questi minerali hanno un coloro chiaro e sono irriconoscibili sia a occhio nudo sia al microscopio, in quanto di dimensioni submicroscopiche; neppure una accurata analisi chimica, inoltre, può essere sufficiente poichè hanno tutti la medesima composizione.

Per il loro riconoscimento, quindi, bisogna ricorrere a sofisticati esami ai raggi X oppure controllarne le reazioni al riscaldamento (analisi termica differenziale).

I componenti accessori sono rappresentati da ossidi di ferro e da bitumi.

Data la composizione chimica e mineralogica, il colore della roccia pura sarà molto chiaro, addirittura bianco o giallastro, mentre diverrà rossastro o bruno se il litotipo conterrà, rispettivamente, ossidi e idrossidi di ferro oppure bitume; in quest'ultimo caso, sulle superfici sono spesso evidenti zonature a chiazze più chiare, dovute alla concentrazione dei minerali alluminiferi.

La tessitura della bauxite è generalmente massiccia, la sua struttura granulare a grana fine oppure pisolitica: di solito, infatti, questa roccia si presenta in masse terrose, argillose o pisolitiche.

Origine e giacimenti

Le bauxiti sono rocce sedimentarie di origine chimica: si sono formate per concentrazione selettiva dell'alluminio in seguito alla dissoluzione di rocce carbonatiche o silicatiche ricche di questo elemento; in particolare, le parti più ricche di alluminio sono rimaste in posto concentrandosi, mentre quelle restanti, una volta disciolte, sono state dilavate e portate via dalle acque.

Questo fenomeno è tipico di un ambiente di formazione dal clima subtropicale, caratterizzato da temperature elevate e da piogge continue: il ritrovamento di bauxite, perciò, è molto importante per le ricostruzioni paleoclimatiche della Terra nelle varie ere geologiche.

Importanti ed estesi depositi di questa roccia si trovano nel Suriname, in Giamaica, in Indonesia, in Russia e negli Stati Uniti.

In Europa le bauxiti affiorano in Francia, in Ungheria e nell'Istria.

In Italia questo litotipo sedimentario è presente nell'altopiano delle Murge, in Puglia, e nel massiccio del Matese, che si innalza tra la Campania e il Molise.

Gli usi

Le bauxiti sono rocce di grande interesse industriale: vengono utilizzate nella metallurgia dell'alluminio, nell'industria degli abrasivi per la preparazione del corindone sintetico e in quella dei refrattari alluminiferi.

Per quest'ultimo scopo, tuttavia, possono essere impiegate soltanto le bauxiti di colore chiaro, a basso tenore di ferro, poichè quelle scure, contenenti maggiori quantità di tale elemento, abbasserebbero le qualità refrattarie del prodotto.

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